Touchscreen & Facebook: si salvi chi può

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Quando ero ragazzina, la curiosità non aveva molte valvole di sfogo: il computer a casa era prerogativa di pochi, ed internet incominciava ad affacciarsi nelle case dei più fortunati. La conoscenza di fatti, fatterelli e pettegolezzi vari avveniva grazie alla tradizionalissima trasmissione orale, o, quando il caso lo permetteva, attraverso incontri fortuiti in giro per la città.
Oggi no.
Oggi qualsiasi tipo di conoscenza può essere approfondita su internet; abbiamo a portata di mano tutto ciò che ci occorre: quanto è nostro dovere sapere, ciò che è puro diletto e quello che non dovremmo sapere ma di cui ci arroghiamo il diritto di sapere.
Ed è proprio nell’ultimo caso che nascono i problemi. Unisci la curiosità “femmina”, un tablet, e l’ora tarda su Facebook… Ed il touch screen che ti frega con un “mi piace” di troppo.
Ed anche se hai trent’anni sai che quel “pollice in su” ti ha fregato anche se immediatamente cancellato e sai di essere un’adolescente cresciuta a fare birichinate nel mezzo della notte.

La curiosità su Facebook è il male del progresso.

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