Archivi del mese: marzo 2012

Giorni così

Ci sono giorni che le lacrime vengono giù senza fermarsi.

Ci sono giorni che la solitudine è compagna, ore trascorse chiedendole perchè.

Ci sono giorni che la tristezza diventa fisica. Un dolore al cuore, alla pancia, vorresti strapparla dal petto, ma non puoi, non sai come si fa. Sai soltanto che ti fa male. e non vorresti soffrire più.

Sono giorni in cui chiedi e ti chiedi perchè non riesci ad essere felice. Ti chiedi e chiedi perchè non riesci a donarti.

E poi ci sono giorni che ti rendi conto che basta il sorriso di un vecchietto che ti porta un po’ di verdura, il caffè portato da un’amica mentre sei a lavoro, un cambio turno che speravi a rendere migliore la giornata e a far sparire la lacerazione di quel cuore che faceva male.

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Piccoli deliri momentanei

La mia maledizione sarà sempre la stessa. Aver studiato psicologia, ed essere una psicologa, può essere la cosa più brutta da fare nella vita. E non certo per la miriade di pazienti che ti ritrovi fuori dal tuo studio (se hai la fortuna di averlo uno studio), loro, quei pazienti, ti pagano. No, la vera tragedia è avere una lista di amici che vengono da te per: confidarsi, avere consigli, raccontare tutta la loro vita, straparlare dei loro problemi, avere una spalla su cui piangere, inviare sms per ricevere rassicurazione e sostegno.

Ecco, la missione nella vita di una psicologa dovrebbe essere questa: fare sostegno e consulenza 24oresu24 ad amici, conoscenti e parenti.

Ebbene sì, stasera lo scrivo qui a chiare lettere: MI SONO ROTTA LE PALLE.

Oggi voglio essere io quella incazzata, quella che ha bisogno di un consiglio, quella che vuole intorno gente sana, quella che ha bisogno di qualcuno cui appoggiarsi e di cui fidarsi completamente. Oggi vorrei essere io quella che può parlare senza il solito timore di essere giudicata, considerata sfigata.

Oggi vorrei essere semplicemente capita. Anzi no, oggi vorrei essere semplicemente guardata ed ascoltata.

Pare che in questo mondo in cui tutti sono presi da se stessi, dai propri problemi, dal parlare, chiacchierare, straparlare ancora ancora e ancora, tutto questo non mi sia possibile.

Sì, mi sono veramente rotta le palle.

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