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La Speranza

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Sperare è aspettare.
Sperare è vedere il segno di qualcosa che verrà.
Sperare è ascoltare la parola di Qualcuno che sa.
Sperare è sapere che qualcosa di buono accadrà.

Non ottimismo ingenuo, né positivismo fine a se stesso.

Non conosco i tempi.
Non immagino i modi.
Non comprendo alcun tipo di motivazione.

Ma sono certa che la speranza sarà ricompensata dalla meraviglia e dalla felicità.

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Tre giorni

Dieci anni, e qualcosa in più.

L’affetto sincero copre ogni mancanza, ogni difetto, ogni limite, ed ogni errore.
La vera amicizia conosce, comprende e dimentica.

Ma la distanza, una città nuova e tre giorni insieme scoprire tutto ciò che non era. Tre giorni svelano i dettagli che erano stati sempre giustificati.

Delude e vacilla.

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imageContinuo a pensarti, sai?

Noncurante della strada più lunga, spero di incontrarti. La città è così piccola, le nostre case quasi si accarezzano, siamo protagonisti dello stesso quartiere… e non ci sfioriamo più, neanche attraverso i vetri dei finestrini, nemmeno da lontano facendo finta di non vederci. Neanche quando preferisco far la fila alle poste sotto casa tua.

Eppure, sai, sono felice.

Ogni giorno almeno uno dei miei diecimila pensieri è per te, almeno una canzone parla di te, ed una persona che incontro assomiglia sicuramente a te…

Eppure sono felice.

Mi manchi.

Eppure non perdo la speranza.

Non ho bisogno di te. Non ho uno spazio da riempire. Il mio cuore è già pieno, straborda di amore. Ma così tanto amore avrei voluto dividerlo con te.

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Oggi.

Oggi è uno di quei giorni in cui mi manchi.

La verità è che non sei mai mancato così tanto come in questo giorno.
Mai. Nemmeno il giorno dopo. Ancora meno la settimana dopo.
Oggi sì, oggi manchi. 
Sei sbagliato, completamente distruttivo, empaticamente assente, ma sei tutt’uno con i miei pensieri, oggi. E non so come mandarti via, oggi.
Vedere tua sorella forse? I vostri occhi, identici, il sorriso che vi accomuna, la forma del viso. Non è giusto, ma vederla mi fa male.
Vedere il posto in cui lavori? Non è giusto, ma è stata una necessità passare lì. Incontrarti, eventualità rara. Mi avrebbe distrutto, ma l’ho sperato, oggi.
Vedere le tue foto? Sono così poche, sfocate, confuse. Mi piace pensare che ti manco, mi convinco che il tuo sguardo non è lo stesso che avevi con me.
Cercare tue notizie? Quasi del tutto assenti.
Oggi vorrei inondarti di parole, intere pagine per farti capire cosa hai sbagliato, cos’è che ti fa soffrire, cosa non ti permette di essere felice, e cosa potresti cambiare, e non per noi, ma per te.
Ma non è giusto. Non lo farò.
 
Oggi manchi, e mi accontento di scriverlo qui. 
Tra una pagina e l’altra di un blog anonimo.

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La musica sa essere così crudele, a volte.

Ci sono canzoni che corrono accanto ai nostri pensieri e si intrecciano con le nostre storie.
Ci sono parole che vorremmo fossero state scritte per noi.
 
Stasera vorrei che quella canzone l’avessi scritta tu per me.
Vorrei che tu l’avessi ascoltata per me.
Vorrei tanto che la facessi ascoltare anche a me.  Un giorno non troppo lontano.
Quella musica contiene le esatte parole che tu dovresti dire a me.
 
Mi piace pensare che mentre la ascoltavi, pensavi anche tu che fosse stata scritta per me, e per te.
 
 

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marzo 30, 2013 · 8:37 PM

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Vederti è un’esigenza fisiologica.

Quando non ci sei la testa si lamenta, ed il corpo fa male.

È davvero così l’amore?

Io non me lo ricordavo, o forse non l’ho mai saputo.

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gennaio 20, 2013 · 8:20 PM

Desideri

Tempo fa simageu uno dei miei libri ho trovato scritto che la nostra mente è guidata costantemente da giudizi e desideri. I desideri che la nostra mente produce ci guidano nel corso della nostra vita, sono una sorta di motore propulsore che ci motiva e ci spinge in una direzione anziché in un’altra. Ciascun desiderio, però, contiene in sé un piccolo male: la paura. La paura di non avere ciò che si desidera. La paura di perdere ciò che si è desiderato per tanto tempo e che finalmente si è conquistato.

Ciò che spesso ci guida non è soltanto il desiderio, arriva il timore, ed è in quell’istante che si rovina tutto.

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dicembre 30, 2012 · 2:58 PM

Ubriaca sì, ma di emozioni

imageE’possibile essere ubriachi di emozioni? Non emozioni tiepide, blande e che passano inosservate. Le emozioni violente, intense, quelle che gridano attraverso il cuore che pulsa a velocità costantemente aumentata, il vuoto nella stomaco, ed il pensiero sempre fisso sullo stesso volto, e la memoria che corre alla sera prima ricamando sempre su quelle stesse dolcissime parole. Ieri sera ho perso quel barlume di ragione di cui andavo fiera. Ieri sera mi sono lasciata guidare ed ho abbandonato ogni remora, ho buttato giù il muro che ho tenuto davanti a me per anni.

Sono felice. Mi sto innamorando.

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dicembre 17, 2012 · 10:53 PM

Il vecchietto

Stamattina avrei dovuto alzarmi ad un’ora decente, ma no, non l’ho fatto.

Mi ha svegliata alle nove circa la telefonata di mia madre: agitata e frastornata, mi diceva che aveva investito un vecchietto.
Che cosa???
Mi alzo, mi vesto, mi lavo i denti, lego i capelli ed esco.
Vento di scirocco che sbatte gli alberi da una parte all’altra, io che ancora in fase rem anziché camminare ondeggio ed un caldo tipico di settembre.
Mentre camminavo imploravo il cielo che fosse un incubo e non la realtá.
Arrivo sul luogo dell’incidente e trovo mia madre che parla con due militari dell’esercito. Poi ci mettiamo in macchina, andiamo al pronto soccorso e restiamo lì tutta la mattinata.

Il vecchino se la sta cavando abbastanza bene: una rottura, ma nel giro di qualche giorno può riprendere a camminare. Con un sospiro di sollievo da parte di tutti noi.

Una é la cosa che tengo davvero tanto a scrivere. Il vecchino (con le ossa rotte, su una barella ed in attesa che gli venisse dato un letto in ospedale) ci diceva di tornare a casa, andare a mangiare e di non preoccuparci per lui. Quel vecchino dava conforto a mia madre che piangeva. Quel vecchino ci diceva che era inutile cercare la colpa. Quel vecchino diceva di non volere nemmeno il risarcimento dei danni. Evidentemente doveva succedere.

No, io non ci credo che doveva succedere.
Però credo che quel vecchino un grosso insegnamento ce lo può dare.
È surreale trovare un uomo che potrebbe approfittare di una disgrazia e non lo fa, non pretende nulla, non imbroglia ma preferisce essere sincero, amorevole e gentile con una persona che gli ha fatto del male.
Che grande uomo.
Mi piacerebbe pensarlo più spesso.

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Facebook

Quando ci sono cose che non sai

o ci sono foto che non vuoi vedere

o ci sono cose non vorresti sapere,

o altre a cui non vorresti pensare…

C’è lui.  Facebook.

Io vorrei sapere perchè si deve rendere tutto pubblico. Oggi vorrei davvero capire perchè una tizia che ha sempre snobbato facebook & social network, usandolo il minimo indispensabile, non rispondendo a messaggi, commenti, notifiche ecc. ecc. ecc. poi sente il bisogno di cambiare status sentimentale.”Da single a impegnata”. E quindi? Non ti colleghi mai ed oggi devi far sapere al mondo che sei impegnata?  Ti stai marchiando il territorio come quei cani che fanno pipì vicino ad un cespuglio???

Chissà se “lui” sa di essere quel cespuglio.

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